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Consegnata l'Onorificenza di Cavaliere


La decorazione intestata a Ferruccio Zucchermaglio è stata ritirata dalla moglie Anna Maria Trentini e dalla figlia Laura Zucchermaglio


Sabato 18 dicembre 2010 il presidente dell'Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia, sezione di Bressanone, ha consegnato nelle mani della vedova Anna Maria Trentini e della figlia Laura Zucchermaglio l'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferita dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Ferruccio Zucchermaglio, nato a Verona il 22 luglio 1933 e scomparso a Bressanone il 21 settembre 2009.
La prestigiosa decorazione, controfirmata dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e preceduta dalla lettera del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è stata conferita a Zucchermaglio con il decreto del 2 giugno 2010 su proposta del Consiglio dei Ministri grazie all'interessamento del direttivo dell'Ansi di Bressanone, lo stesso nel quale Ferruccio Zucchermaglio ha ricoperto per anni la carica di Presidente e con il quale si è attivato per la realizzazione e sistemazione della sede sociale.
L'Onorificenza è stata conferita, come si legge nella lettera del Ministro della Difesa, "in riconoscimento delle particolari benemerenze acquisite nella realizzazione delle finalità associative".

Ferruccio Zucchermaglio


Ferruccio Zucchermaglio
è nato a Verona nel 1933. È stato s
ottufficiale dell’Esercito e per diversi anni ha ricoperto la carica di presidente della sezione di Bressanone dell’Ansi, l’Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia che è il più antico sodalizio della categoria Sottufficiali e nella quale è annoverato fra i soci fondatori. Ha collaborato attivamente nello Sci Club Fana, ha fondato il Ciclo Club di Bressanone, Il Verona Club Calcio e l’associazione Bici e Amici. È stato maestro di sci dell’Esercito, ha conseguito il diploma di benemerenza dell’Unione Velocipedistica Italiana e diversi riconoscimenti in ambito sia sportivo che associazionistico.

Dopo una lunga e travagliata malattia, Ferruccio Zucchermaglio è scomparso nel settembre del 2009.

Con il decreto del 2 giugno 2010 il Presidente della Repubblica ha conferito a Ferruccio Zucchermaglio l’Onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri e grazie al diretto interessamento del direttivo dell’Ansi di Bressanone per la quale lo stesso Zucchermaglio si è prodigato a lungo per la sistemazione della sede sociale.

La consegna della Onorificenza alla vedova Anna Maria Trentini
e alla figlia Laura Zucchermaglio si è svolta sabato 18 dicembre 2010  presso la sede dell'Ansi di Bressanone alla presenza di numerose autorità.

Una magnifica, grande, grande, indimenticabile emozione!


UNA MAGNIFICA, GRANDE, GRANDE,
indimenticabile emozione!

Forse una volta nella vita può accadere ad una persona qualunque (come il sottoscritto) di poter essere al cospetto di un Papa; la gioiosa occasione mi si è presentata dopo la cerimonia religiosa del 3 agosto u.s. e dopo l’Angelus che il Santo Padre ha celebrato in Piazza Duomo della nostra cittadina, Bressanone, che per alcuni giorni ha avuto l’onore di ospitare per un breve periodo di riposo.
Si sono potuti quasi toccare con mano la gioia e la serenità che la presenza del Sommo Pontefice ha portato nella nostra città. Per le vie di Bressanone la gente circolava serenamente e si leggeva in viso la gioia che albergava nei suoi cuori. Tanto può fare ed ha fatto la presenza del Santo Padre nella nostra bella Bressanone.
Avevo avuto, per quella domenica di agosto, il biglietto previsto per assistere all’Angelus e mi era stato assegnato un settore (vicino al palco dove il nostro compianto Vescovo ha celebrato la Santa Messa) dove molti come me erano seduti su di una sedie a rotelle per un qualche sfortunato motivo di disabilità.
Avevo portato con me il mio inseparabile cappello alpino del quale sono molto orgoglioso (trenta anni di appartenenza all’Esercito non si dimenticano!) e che uso (direi quasi “oso) sventolare in segno di saluto e gaudio. Al termine dell’Angelus il Santo Padre, come spesso usa fare, si apprestava a portare il suo gradito ed atteso saluto “agli ammalati” nello spazio tra la Parrocchia ed il Duomo (il vecchio cimitero) dove noi “ammalati” eravamo stati indirizzati.
Trovandomi fuori della zona religiosa io, come tutti i presenti in costume o in divisa, ho indossato il mio cappello alpino; all’apparire del Santo Padre spontaneo mi è venuto un rispettoso e deferente saluto militare portando la mano destra alla tesa del cappello (come mille altre volte avevo fatto negli anni trascorsi come Sottufficiale dell’Esercito).
È stato, credo, il saluto più bello dei mille e più da me fatti nel passato; senz’altro il più spontaneo ed eseguito con gioia, consapevole che per me era un grande onore poter rivolgere un saluto al Santo Padre e questa consapevolezza mi ha riempito di una splendida, gioiosa emozione, che ben presto si è tramutata in commozione fino al punto che non ho potuto trattenere le lacrime (lacrime di gioia, naturalmente) e, tolto il cappello alpino dal capo, l’ho appoggiato al petto proprio all’altezza del cuore; è stato in quel momento che il Papa mi ha preso la mano e mi ha “donato” una eloquente stretta che è giunta dritta dritta al cuore, donandomi una serenità ed una forza che mai avevo provato prima!
A questo punto credo di aver raggiunto la massima, indimenticabile emozione quando il Santo Padre ha pronunciato in forma interrogativa: “Alpino?”. Ho riposto di sì ed è stato allora che ho potuto incrociare lo sguardo del Santo Padre e mi è parso allora di sognare! Io, umile disabile, al cospetto del Pontefice! E lo stesso che mi guardava negli occhi e, forse, si meravigliava di tante lacrime, ma che nella sua immensa sapienza ne comprendeva il perché. Il sacerdote che affiancava il Papa mi ha chiesto: “È l’emozione, vero?” (riferendosi alle lacrime e mi ha dato un piccolo astuccio che conteneva uno splendido rosario bianco che conserverò gelosamente per tutta la vita (breve o lunga, quale sarà!).
Naturalmente sento l’obbligo di ringraziare il Signore per avermi concesso l’opportunità di una tale, per me indimenticabile, grande emozione che non solo tale è stata, ma mi ha donato una immensa forza interiore.
Il Signore sia lodato!


Ferruccio Zucchermaglio

Questo articolo è stato pubblicato sul numero 64 della rivista "L'Ociada", gennaio-marzo 2009, ed è stato letto dalla nipote Loredana Bellotto alle esequie di Ferruccio Zucchermaglio il 24 settembre 2009